sabato, 29 marzo 2008
La morte è sapere che qualcosa esiste
e che quel qualcosa rimane attaccato da qualche parte






Dove stiamo andando?




Mi hanno ricordato la mia data di scadenza. Parole confuse. Personaggi unici e non copiati da una rivista o da un mito troppo stanco per creare più qualcosa.
U NI CO è difficile trovarlo.
In questo nuovo secolo, così ancora stordito dalla travolgente ondata avanguardista del suo precedente simile, da non sapere più cosa fare, cosa creare.
Può essere un mezzo invisibile ma percettibile di enorme importanza.
Abbiamo tutti i mezzi.
Potremmo osare.
Riuscire a raggiungere gli DEI.

Riusciremo ad avere la spinta per osare?
O ciò sarà la nostra rovina...




Andate a vedere i Motus. Il primo, e spero non ultimo, approccio realmente INNOVATIVO a ciò che viviamo.

 

postato da: Iolaz alle ore 00:03 | Permalink | commenti
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giovedì, 20 marzo 2008
 Una Spinta
Falsi Paesaggi
Un cammino




Per me è impossibilità
frustrazione
passo per passo
limitazione
poche rivelazioni
giuste
o
buone
uniche
un cammino statico nell'azione
e mutevole nell'espressione
la sfumatura
quel colore che corrisponde ad una sensazione
un cammino
il soggetto rimane
la strada si tinge


vestiamoci colorato la prossima volta...

postato da: Iolaz alle ore 11:12 | Permalink | commenti
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sabato, 15 marzo 2008

Perchè non te ne importa niente...
Perchè non me ne importa niente...


Uno schema davvero orrendo. Una rotazione dei ruoli. Quando sei davvero consapevole di quanta superficialità sia giocata da parte del tuo carnefice. Un ruolo che hai giocato anche tu.

Ho un archivio ben  dettagliato, di ogni minima frase, gesto e attenzione registrato nella testa. Una storia di 2. I ricordi accuduti solo da 1.


Mi è stato chiesto di reagire. La mia ingenuità ha garantito la mia pena.
E ho accenato a quel sorriso. Quello alla vista della neve da una finestra mattutina. Quello di un regalo del papà che torna da lavoro. Quello di un abbraccio materno dopo un giorno d'asilo d'inferno. Quello del primo fiore donato. Quello che feci.



Ma la mela non rimane sempre lucida.

E ho assorbito. Una pungente pioggerellina all'uscita della porta. Un padre che se ne va perchè non vuole sentire la figlia piangere in malattia che lo chiama.  Il giorno d'asilo quando ti spogliarono nuda davanti a tutti perchè te l'eri fatta sotto. Un gesto cortese sperato e mai avuto. Quello che ho assorbito.


Siamo bravi a dare consigli agli altri, perchè a differenza dell" innocenza" di chi ci è dentro, sappiamo vedere il tutto con un sguardo più cinico.
Ho parlato molto di darci un taglio, di iniziare a filtrare tutto con una mente calcolatrice e disincantata. Ma ho serie limitazioni nella resa.
Non ci riesco.
L'ho messa sotto tutti i piani.
Ma c'è qualcosa che non potrò mai distruggere con tattiche e finzioni. E' l'istinto.
E a me ha ancora cinque anni.

 

 

GIALLO

postato da: Iolaz alle ore 23:28 | Permalink | commenti
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mercoledì, 05 marzo 2008









La pupilla io lo so si dilata. Riusciamo a gridare sommersi di lacrime, anche quando non c'è nulla da gridare. E la pioggia che ti fa compagnia HA PAURA DI TE.Hai gridato per tre volte "Io non ci credo", hai creduto veramente di poter fare un incidente. Te lo saresti meritato. E tu continuavi ad urlare "Io non ci credo".Ma se per una o due o seimila ragioni che ti venivano proposte. In quell'istante non le avresti accettate. Il solo grido ti dava conforto, compagnia.Una tua ragione. "Io non ci credo", per altro a cosa di più credibile c'è bisogno di aggrapparsi?. Questa era una non-ragione. Che non ti sarebbe bastata comunque. Era così lo so. Per quei folli 10 minuti. Sotto la scocca della macchina.Il suono incessante della pioggia. "Io non ci credo".E allora liberati. Prova, incomincia a crederci a quella cascata di gocce intrappolate nei tuoi capelli, che si uniscono al tuo volto già umido. Incomincia a credere al freddo dei tuoi piedi. Alla tua gola disarmata, ma carica di tanto veleno.E alle tue labbra calde da far uscire del fumo bianco ansimante. Incomincia a credere che ora sei solo qui. Che il tuo "per sempre" sarà tutto qui. E' meraviglioso, lo conosci. E incomincerai a credere in qualcosa che non sia una semplice idea. Ma mille idee di contorno.



Ci sono due modi davvero di per se stessi unici nello STARE. Nel vivere le varie fasi della vita.

Quando ci si informa inconsciamente, si è occupati, si crea qualcosa o si pensi a qualcosa di creativo.
In quello STATO
Saranno R.incomprensibili nella forma ma sfumati nei contenuti.

Al contrario

Tendiamo a vivere PENSIERIeRIFLESSIONI molto disagiati.

Saranno R. estremi nella forma ma piatti nei contenuti.

OraVivoLAPrima
e ho capito...

SONO NELLA MEDIA.

Un piccolo salto verso l'Alto
Una piccola storta verso il Basso








goccia








postato da: Iolaz alle ore 23:43 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 01 marzo 2008

Particelle d'aria che si sistemano comodamente nei miei polmoni ormai estenuamente allargati.

Allarme generale. Evacuate la zona. D'urgenza.

 

Si è vero ho un pò di pelle stanca. Un pò mal-trattata. MA non logorata.

SI era presentatO tempo fa la novità, quella che avrebbe saputo insabbiare al meglio la ormai scaduta palpitazione di cuore. Il bello. C'era stato un SUONO di avvertimento.Lo stesso SUONO continuò, lo stesso che mi aveva aiutato a far accomodare (SPINGENDO), dall' entrata stretta, la novità. MI bagno le labbra e incomincio a soffiare. Prima o poi richiuderò quella porticina. Incomicia la convivenza.La più orrenda che abbia vissuto.

 

Evanescente

Brutta convivenza

la più brutta. Ripetei.

Non c'è più bisogno di scrivere. A mio parere. Di gavetta se n'è fatta.

 

RISTAGNA nella tua stessa VASCA. Quante crepe hai criticato?. Ma non è mai uscito nulla da esse.

 

 

EVACUARE LA ZONA D'URGENZA

La piccola differenza. Io non finirò morta d'overdose. Mi rinnoverò.

Ammirazione spenta.

Ho il Coraggio di EVACUARE da quel sentiero cieco. Di molta vista. 

 

 

 

postato da: Iolaz alle ore 17:51 | Permalink | commenti
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