La pupilla io lo so si dilata. Riusciamo a gridare sommersi di lacrime, anche quando non c'è nulla da gridare. E la pioggia che ti fa compagnia HA PAURA DI TE.Hai gridato per tre volte "Io non ci credo", hai creduto veramente di poter fare un incidente. Te lo saresti meritato. E tu continuavi ad urlare "Io non ci credo".Ma se per una o due o seimila ragioni che ti venivano proposte. In quell'istante non le avresti accettate. Il solo grido ti dava conforto, compagnia.Una tua ragione. "Io non ci credo", per altro a cosa di più credibile c'è bisogno di aggrapparsi?. Questa era una non-ragione. Che non ti sarebbe bastata comunque. Era così lo so. Per quei folli 10 minuti. Sotto la scocca della macchina.Il suono incessante della pioggia. "Io non ci credo".E allora liberati. Prova, incomincia a crederci a quella cascata di gocce intrappolate nei tuoi capelli, che si uniscono al tuo volto già umido. Incomincia a credere al freddo dei tuoi piedi. Alla tua gola disarmata, ma carica di tanto veleno.E alle tue labbra calde da far uscire del fumo bianco ansimante. Incomincia a credere che ora sei solo qui. Che il tuo "per sempre" sarà tutto qui. E' meraviglioso, lo conosci. E incomincerai a credere in qualcosa che non sia una semplice idea. Ma mille idee di contorno.
Ci sono due modi davvero di per se stessi unici nello STARE. Nel vivere le varie fasi della vita.
Quando ci si informa inconsciamente, si è occupati, si crea qualcosa o si pensi a qualcosa di creativo.
In quello STATO
Saranno R.incomprensibili nella forma ma sfumati nei contenuti.
Al contrario
Tendiamo a vivere PENSIERIeRIFLESSIONI molto disagiati.
Saranno R. estremi nella forma ma piatti nei contenuti.
OraVivoLAPrima
e ho capito...
SONO NELLA MEDIA.
Un piccolo salto verso l'Alto
Una piccola storta verso il Basso