Essere depressi oggi
Provoca troppi dibattiti
Essere perduti oggi
Dura solo pochi attimi
Io sono lo scrittore in mare
Lasciami affogare
Lasciami
una bibita al terrore
Il poeta affonda
E non si ferma mai



Perchè non te ne importa niente...
Perchè non me ne importa niente...
Uno schema davvero orrendo. Una rotazione dei ruoli. Quando sei davvero consapevole di quanta superficialità sia giocata da parte del tuo carnefice. Un ruolo che hai giocato anche tu.
Ho un archivio ben dettagliato, di ogni minima frase, gesto e attenzione registrato nella testa. Una storia di 2. I ricordi accuduti solo da 1.
Mi è stato chiesto di reagire. La mia ingenuità ha garantito la mia pena.
E ho accenato a quel sorriso. Quello alla vista della neve da una finestra mattutina. Quello di un regalo del papà che torna da lavoro. Quello di un abbraccio materno dopo un giorno d'asilo d'inferno. Quello del primo fiore donato. Quello che feci.
Ma la mela non rimane sempre lucida.
E ho assorbito. Una pungente pioggerellina all'uscita della porta. Un padre che se ne va perchè non vuole sentire la figlia piangere in malattia che lo chiama. Il giorno d'asilo quando ti spogliarono nuda davanti a tutti perchè te l'eri fatta sotto. Un gesto cortese sperato e mai avuto. Quello che ho assorbito.
Siamo bravi a dare consigli agli altri, perchè a differenza dell" innocenza" di chi ci è dentro, sappiamo vedere il tutto con un sguardo più cinico.
Ho parlato molto di darci un taglio, di iniziare a filtrare tutto con una mente calcolatrice e disincantata. Ma ho serie limitazioni nella resa.
Non ci riesco.
L'ho messa sotto tutti i piani.
Ma c'è qualcosa che non potrò mai distruggere con tattiche e finzioni. E' l'istinto.
E a me ha ancora cinque anni.
GIALLO

Particelle d'aria che si sistemano comodamente nei miei polmoni ormai estenuamente allargati.
Allarme generale. Evacuate la zona. D'urgenza.
Si è vero ho un pò di pelle stanca. Un pò mal-trattata. MA non logorata.
SI era presentatO tempo fa la novità, quella che avrebbe saputo insabbiare al meglio la ormai scaduta palpitazione di cuore. Il bello. C'era stato un SUONO di avvertimento.Lo stesso SUONO continuò, lo stesso che mi aveva aiutato a far accomodare (SPINGENDO), dall' entrata stretta, la novità. MI bagno le labbra e incomincio a soffiare. Prima o poi richiuderò quella porticina. Incomicia la convivenza.La più orrenda che abbia vissuto.
Evanescente
Brutta convivenza
la più brutta. Ripetei.
Non c'è più bisogno di scrivere. A mio parere. Di gavetta se n'è fatta.
RISTAGNA nella tua stessa VASCA. Quante crepe hai criticato?. Ma non è mai uscito nulla da esse.
EVACUARE LA ZONA D'URGENZA
La piccola differenza. Io non finirò morta d'overdose. Mi rinnoverò.
Ammirazione spenta.
Ho il Coraggio di EVACUARE da quel sentiero cieco. Di molta vista.
BOYS
DON'T
CRY
UUuuuuUuuUUuH
Dooo, doot, doot, doot, doot, doot, doot, doo-doop
Interesse
sono un Romeo moderno
JULIET
Lei
Mito di un bancone giallo dove perdutamente mi trovo a schiantarci ogni Di.
Lo sguardo la prima cosa che vidi, un vago ricordo maschile, ma più dolce e profondo di un cromosoma Y
Fiabescamente persa per la Mulholland Dr.(ive)
Tra una riga viola e una rossa di un libro
un interrogativo
un dubbio
tentato di risolverlo con una solita scommessa alla "testa e croce" resa con la casuale apertura dell'altra metà del libro non sottolineato, facendo caso al numero piè di pagina
179
Dispari
non sto a spiegare l'assegnazione del "si" e del "no" la nostra "Cultura" lo a ha ben classificato tra i pari e i dispari.
Dunque, dovrei seguire quelle 3 cifrette tutte dispari
il punto è che mi dico "ma a me non mi interessa, voglio solo capire..."
RIDO
alla fine nessuno mai vuole CAPIRE ciò a cui NON è INTERESSATO.
Ma che brutta cosa penso
ho bisogno di una sigaretta nel "Plan" (cinematografico nel senso)
si perchè sarà una scena solitaria sotto la luna, aspettando
e siccome il personaggio non può stare senza far nulla, si accende una sigaretta e riflette sul fumo del proprio corpo
un volto
di occhi che stanno per traboccare di SPLENDORE.
E sono io quella con "il cuore disegnato sulla camicia"
con esasperazione
con sforzo
non tento più un secondo numero.
non sarà nulla
un'altra cosa lasciata scitta su memorie digitali
ma semplicemente c'è che so ridere di fronte ad occhi doppiogiochisti e staccargli i fili nelle mani arrivando da dietro, sorridendo.
Diventò
Il cruciverba colorato
Un tributo a quella che è stata la mia seconda famiglia:
:)
It finally happened
Sé (errato sè), pronome personale di terza persona riflessivo non atono invariabile per genere e numero.
In passato non era accentato, ma da inizio Novecento si è imposta la norma di porre l'accento grafico, oltre che sulla lettera finale dei polisillabi tronchi, anche sui monosillabi con una sola vocale che abbiano bisogno di essere distinti da loro omografi. È il caso del pronome sé, che deve essere distinto dalla congiunzione se.
Tuttavia, ci sono casi in cui non c'è possibilità di confusione; sulla base di questa argomentazione, esiste una "regola" per cui non si dovrebbe accentare se seguito da stesso o medesimo. Tale regola non si sa da chi sia stata inventata in origine, ma fino alla fine del XX secolo è stata del tutto incontrastata; da allora chi se ne è occupato l'ha generalmente stigmatizzata, qualificandola come fasulla. Infatti, a prescindere dall'opportunità – a livello di principio – di creare eccezioni alle norme di accentazione in tutti i casi in cui non c'è possibilità di confusione, non è chiaro se si dovrebbe dunque eliminare l'accento a sé in tutti i casi in cui non è possibile confonderlo con la congiunzione, o invece accentarlo anche quando seguito da stessistesse, caso in cui ci si potrebbe confondere: se stessi o se stesse sono formati da pronome + stessi/e o da congiunzione + verbo stare? Insomma, la regola appare quantomeno alquanto fumosa, ma ancora all'inizio del XXI secolo è ampiamente predominante.